Azioni Emergenti, le opportunità del 2017

Nell’ambito dell’investimento azionario, con il termine Mercati Emergenti si intende un insieme di 24 Paesi appartenenti a 3 aree geografiche: Asia, Centro eSud America ed EMEA (Europa, Medio Oriente ed Africa). I Mercati Emergenti non costituiscono un aggregato omogeneo dal punto di vista culturale, politico o economico ma, nel loro complesso, tendono a caratterizzarsi per l’elevato potenziale di crescita, per la notevole dinamicità nonché  per la marcata instabilità dei sistemi socio-politici.

Dopo essere stati sovra-rappresentati a lungo nei portafogli degli investitori nel periodo 2003-2010, i Mercati Emergenti hanno visto una crescente disaffezione dovuta alla diminuzione del differenziale di crescita rispetto ai mercati sviluppati e al susseguirsi di una serie di crisi valutarie e politiche, culminate,ad inizio 2016, con la reazione scomposta al rialzo del costo del denaro effettuato dalla FED. Nei mesi successivi, a fronte di uno scenario macroeconomico globale più favorevole,i mercati azionari emergenti sono tornati a crescere a ritmo sostenuto, riuscendo a superare indenni eventi inattesi quali la Brexit o l’elezione di Trump.

Attualmente i Mercati Emergenti continuano ad attrarre investimenti grazie a condizioni macro e micro-economiche particolarmente favorevoli.Dal punto di vista macroeconomico, l’accelerazione della crescita globale tende, infatti, a favorire i paesi dell’area emergente con maggiore propensione all’esportazione (Cina e India in primis), mentre livelli di inflazione ancora contenuti assicurano il mantenimento di condizioni monetarie accomodanti. Allo stesso tempo, la tendenziale stabilità del dollaro statunitense e del prezzo del petrolio continua a supportare i produttori di materie prime, impattando favorevolmente sui livelli di volatilità degli indici azionari emergenti. Anche le condizioni microeconomiche appaiono favorevoli, con le stime relative agli utili aziendali in aumento per la prima volta da 6 anni, e che,unite a valutazioni ancora contenute, offrono un ulteriore potenziale di apprezzamento.

Tenendo anche contodell’ampia under-performance cumulata nel corso degli ultimi anni rispetto ai Mercati Sviluppati (-70%  dal 2010), le prospettive per i Mercati Emergenti sembrerebbero rosee, ma lo scenario delineato non risultaesente da rischi.

Sul piano geo-politico, shock negativi potrebbero infatti derivare dall’aggravarsi della crisi Nord-coreana, dallo stallo delle riforme in Brasile, dall’adozione di politiche protezionistiche da parte dell’amministrazione Trump, dal crescere delle tensioni nell’area del Golfo e dal fallimento degli accordi dell’OPEC; mentre in ottica macroeconomica i pericoli potrebbero venire da un inatteso apprezzamento del Dollaro Americano o dalla perdita di abbrivio del ciclo economico internazionale.

Complessivamente l’investimento nei Paesi Emergenti appare, dunque, ancora attraente, ma i rischi evidenziati suggeriscono un approccio all’investimento professionale, prudente e ben diversificato.

–  Riccardo Ceretti, Head of Equities of Arca Fondi SGR

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