The Emerging Bond markets: still attractive?

Il 2017 si sta concludendo con performance positive per gli investimenti legati ai paesi emergenti. L’accelerazione della crescita economica mondiale, accompagnata da bassi livelli di volatilità su tutti i mercati, ha sostenuto i flussi di capitali verso le economie in via di sviluppo. Ogni discesa dei prezziè statauna occasione di acquisto. Questo contesto fondamentale positivo continuerà, presumibilmente, anche nel 2018.  La maggior parte dei paesi emergenti sta perseguendo politiche fiscali conservative e riforme strutturali con benefici di lungo termine; la collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale per molti paesi sarà una garanzia della serietà degli impegni assunti dai governi. Nel complesso la posizione degli emergenti è molto più solida rispetto a quella registrata durante il “tapertantrum” del 2013.

Le ultime settimane hanno comunque evidenziato un aumento della volatilità all’interno dei mercati emergenti: la tensione tra Turchia e l’occidente, gli sviluppi politici in medio oriente e Libano, l’incertezza politica del Sud Africa e il tentativo del Venezuela di ristrutturare il proprio debito.Questa  situazione potrebbe caratterizzareil 2018 e segnare un diverso comportamento dei mercati finanziari: maggiore volatilità dovuta a fattori domestici determinerà performance più differenziate tra paesi e tra tipologie di investimenti: azioni, obbligazioni e valute.

Una serie di eventi in agenda sono già destinati a sollecitare i mercati: elezioni presidenziale in Messico (oltre alla negoziazione del NAFTA),  Brasile, Russia e Colombia, elezioni generali in India, Malesia e Thailandia, nuovi governatori della banca centrale in Indonesia, Taiwan, Korea e Cina. Questi eventi si sommeranno alla naturale instabilità politica e all’elevata suscettibilità agli shock politici tipica dei paesi emergenti.

In questo contesto, la possibilità di guadagnare l’extra premio offerto dai mercati emergenti rimane comunque elevata. In particolare nel mondo del reddito fisso, il rendimento offerto dalle obbligazioni domestiche in valuta locale è superiore al 6% per l’indice Jp Morgan GBI-EM e resta pertanto attraente anche grazie al recente apprezzamento dell’euro.Il debito esterno offre uno spread superiore al 300 punti base rispetto ai governativi americani, in linea con i fondamentali e il merito di credito:un portafoglio ben diversificato può rendere a scadenza più del 3,5% annuale.

I due tipi di obbligazioni sono correlati nel breve periodoagli eventi idiosincratici di ogni paese; tuttaviale rispettive performance per l’investitore finale dipendono da fattori diversi tra loro, in parte esogeni ai mercati emergenti. Le obbligazioni del debito esterno non rappresentano solo una esposizione al merito di credito dei paesi emergenti (remunerato dallo spread) ma anche ai tassi americani a lungo termine (per circa il 40% del rischio complessivo).Le obbligazione locali offrono un rendimento elevato, ma circa l’80% del rischio della performance deriva storicamente dall’andamento delle valute emergenti rispetto all’euro.Per tanto il consiglio è quello divalutare in modo distinto i due tipi di obbligazioni; questo vale ancora di più  in un contesto come quello del 2018in cui peseranno maggiormente i fattori locali: sarà ancheuna opportunità in più per la gestione attiva del rischio.

Francesco Merli – Fixed Income Portfolio Manager of Arca Fondi SGR

 

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