“Tech stocks: look to Asia for better opportunities”

TECNOLOGIA A BASSO PREZZO

Il trend del momento si chiama tecnologia. Con tassi di innovazione e sviluppo sorprendenti e  con applicazioni pratiche sempre più diffuse la tecnologia sta aprendo la strada a quella che alcuni commentatori chiamano la “Nuova Rivoluzione Industriale”. L’impatto delle nuove tecnologie sui modelli di business tradizionali è destabilizzante, intere industrie vengono distrutte e rifondate ed emergono nuovi leader di mercato, spesso in grado di produrre ingenti quantità di utili. Tutto questo fermento non è ovviamente passato inosservato sui mercati finanziari: Robotica, Intelligenza Artificiale, Biotecnologia e Semiconduttori sono solo alcuni dei temi legati alla tecnologia che risultano ampiamente rappresentati nei portafogli degli investitori internazionali.

Nonostante la dinamica degli utili sana e robusta, i forti flussi di investimento hanno comportato un deterioramento delle valutazioni dei titoli del settore Technology, che oggi risultano in gran parte caratterizzati da valori mediamente elevati. Osservando il settore in ottica internazionale emergono però rilevanti differenze tra mercato e mercato. Se i titoli tecnologici statunitensi hanno multipli elevati (Price to Book in media superiore a 4 e Price Earning prossimo a 24), i loro pari sud-coreani appaiono decisamente più a buon mercato , con un rapporto prezzo/valore di libro (Price to Book) vicino a 2 e un rapporto prezzo/utili (Price Earning) di 11.

Il settore tecnologico coreano risulta composto da imprese di caratura internazionale, produttori indipendenti e/o fornitori di grandi marchi internazionali (Apple in primis). Tra i titoli più importanti Samsung  il “gigante” della consumer technology ed LG. Con un peso complessivo del 43% il settore tecnologico influenza largamente le dinamiche dell’indice sud coreano (KOSPI);non sorprende dunque che l’indice di mercato sia spesso utilizzato come veicolo di investimento in tecnologia.

Le considerazioni effettuate porterebbero a concludere che l’indice coreano rappresenti un ottimo strumento per investire nel settore tecnologico senza incorrere in valutazioni elevate. Si deve tuttavia considerare che i multipli contenuti sono giustificabili alla luce di diversi fattori. Da un latola vicinanza geografica con la Corea del Nord impone infatti l’adozione di ampi tassi di sconto nella valutazione degli investimenti, dall’altro la presenza di vincoli di mercato (sulle quote di partecipazione e sulla gestione della valuta) deprime i corsi azionari.

Complessivamente l’investimento in corea resta interessante, ma come spesso accade è importante non affidarsi al “fai-da-te” per evitare di acquistare fondi di magazzino, convinti di comprare tecnologia a basso prezzo.

Riccardo Ceretti – Head of Equities of Arca Fondi SGR

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